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Strumenti / 07 — Calcolo netto Partita IVA

Calcolo netto Partita IVA: quanto ti resta davvero del fatturato

Inserisci ricavi, gruppo ATECO e cassa previdenziale: ottieni netto annuo e mensile 2026 nel forfettario (15% o 5% startup) e nell'ordinario, con imposte e contributi INPS voce per voce e il confronto tra i due regimi fianco a fianco.
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01 — Il calcolatoreDal fatturato al netto · voce per voce
InputAnno fiscale 2026

Il fatturato incassato nell'anno, al lordo di imposte e contributi.

Deducibili solo nell'ordinario: il forfettario li sostituisce con l'abbattimento del coefficiente.

Determina la quota di ricavi tassata nel forfettario (allegato 4 L. 190/2014).

Le casse professionali private (Inarcassa, CNPADC, Forense…) hanno regole proprie e non sono coperte.

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I risultati sono una stima indicativa e non sostituiscono la consulenza di un professionista (Consulente del Lavoro o commercialista).

02 — Come funzionaNormativa 2026 · cinque passaggi

Come funziona il calcolo del netto in partita IVA

A differenza della busta paga, in partita IVA il netto non te lo calcola nessuno: dal fatturato bisogna togliere imposte e contributi INPS, con regole molto diverse tra regime forfettario e ordinario. Il calcolatore applica la normativa 2026 in cinque passaggi:

  1. Coefficiente di redditività — nel forfettario i costi reali non contano: il fisco tassa una percentuale fissa dei ricavi che dipende dal gruppo ATECO (78% per i professionisti, 40% per commercio e ristorazione, 86% per le costruzioni, 67% per le attività residuali).

  2. Contributi INPS — calcolati sul reddito forfettario: 26,07% in Gestione Separata, oppure quota fissa sul minimale di 18.808 € più quota variabile per artigiani e commercianti, con eventuale riduzione del 35%.

  3. Base imponibile — reddito forfettario meno i contributi dovuti, che sono l'unica deduzione ammessa nel regime.

  4. Imposta sostitutiva — il 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni delle nuove attività; sostituisce IRPEF e addizionali regionale e comunale.

  5. Regime ordinario — qui invece si deducono i costi reali: sul reddito (ricavi meno costi, meno contributi) si applicano gli scaglioni IRPEF 2026 (23%, 33%, 43%), la detrazione per altri redditi e le addizionali.

03 — Esempio pratico50.000 € di ricavi · Gestione Separata

Esempio pratico: professionista forfettario con 50.000 € di ricavi

Prendiamo un consulente in Gestione Separata (coefficiente 78%), regime forfettario al 15%, 50.000 € di compensi incassati nel 2026. I conti, passo per passo:

  • Reddito forfettario (50.000 × 78%): 39.000,00 €
  • Contributi Gestione Separata (26,07%): 10.167,30 €
  • Base dell'imposta sostitutiva (39.000 − contributi): 28.832,70 €
  • Imposta sostitutiva 15%: 4.324,91 €
  • Netto annuo: 35.507,79 €, cioè 2.958,98 € al mese — un prelievo complessivo di circa il 29% dei ricavi.

Se l'attività è nuova e scatta il 5% startup, l'imposta scende a 1.441,64 € e il netto sale a 38.391,06 € (3.199,26 € al mese). Con gli stessi 50.000 € nel regime ordinario e 5.000 € di costi reali, invece, tra IRPEF e addizionali (circa 8.407 €) e contributi (11.731,50 €) il netto si ferma intorno ai 24.861 €.

04 — Forfettario o ordinarioStesso professionista · tre regimi

Forfettario, startup e ordinario a confronto

La tabella riassume il risultato del calcolatore per il professionista dell'esempio (50.000 € di ricavi, 5.000 € di costi reali, Gestione Separata). Poiché il forfettario non deduce i costi effettivi, l'ultima colonna li sottrae dal netto fiscale di tutti i regimi, per un confronto onesto:

RegimeImposteContributi INPSIn tasca dopo i costi
Forfettario 15%4.324,91 €10.167,30 €30.507,79 €
Forfettario startup 5%1.441,64 €10.167,30 €33.391,06 €
Ordinario (IRPEF)≈ 8.407 €11.731,50 €≈ 24.861 €

Il forfettario riconosce a questo professionista costi figurativi per il 22% del fatturato, cioè 11.000 €: finché i costi reali restano sotto i 15.000 € circa, il 15% secco batte l'IRPEF progressiva. La musica cambia per chi ha molti costi (o un coefficiente alto come l'86% delle costruzioni): in quel caso conviene far girare il confronto con i propri numeri prima di scegliere il regime.

Cosa cambia nel 2026

I limiti del forfettario restano 85.000 € di ricavi (uscita dall'anno successivo) e 100.000 € (uscita immediata). L'INPS ha aggiornato i parametri 2026: aliquota della Gestione Separata confermata al 26,07% per i professionisti, minimale artigiani e commercianti a 18.808 € — con minimi annui di 4.521,36 € e 4.611,64 € — prima fascia a 56.224 € e massimale a 122.295 € (Circ. INPS 8 e 14/2026). Per chi è in ordinario, il taglio della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% vale fino a 440 € l'anno di risparmio. I coefficienti di redditività restano agganciati ai gruppi ATECO 2007 della L. 190/2014, in attesa del riallineamento alla classificazione ATECO 2025. Il calcolatore applica già tutti questi valori.

05 — Domande frequentiSul netto in partita IVA

Domande frequenti sul netto in partita IVA

Come si calcola il netto di una partita IVA forfettaria?

In quattro passaggi: 1) si applica ai ricavi il coefficiente di redditività del proprio gruppo ATECO (78% per i professionisti, 40% per il commercio, 67% per le attività residuali) e si ottiene il reddito forfettario; 2) su quel reddito si calcolano i contributi INPS; 3) si sottraggono i contributi dal reddito, ottenendo la base dell'imposta sostitutiva; 4) si applica il 15%, o il 5% startup. Un professionista in Gestione Separata con 50.000 € di ricavi: reddito 39.000 €, contributi 10.167,30 €, imposta 4.324,91 €, netto 35.507,79 € (2.958,98 € al mese).

Chi ha diritto all'aliquota startup del 5% e quanto fa risparmiare?

Il 5% vale per i primi 5 anni di attività se l'attività è davvero nuova: non deve essere la mera prosecuzione di un lavoro svolto prima come dipendente o autonomo e, se si rileva l'attività di qualcun altro, i ricavi dell'anno precedente devono rispettare il limite forfettario. Nell'esempio del professionista con 50.000 € di ricavi l'imposta scende da 4.324,91 € a 1.441,64 €: 2.883,27 € risparmiati l'anno, oltre 14.000 € nel quinquennio.

Quanti contributi INPS paga un forfettario nel 2026?

Dipende dalla gestione. I professionisti senza cassa privata versano alla Gestione Separata il 26,07% del reddito forfettario (Circ. INPS 8/2026). Artigiani e commercianti pagano un minimo fisso anche con redditi bassi — 4.521,36 € gli artigiani, 4.611,64 € i commercianti (Circ. INPS 14/2026) — più il 24% o 24,48% sulla quota di reddito oltre il minimale di 18.808 €. I forfettari artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione del 35%: un artigiano con reddito di 20.100 € passa da 4.831,44 € a 3.143,04 € l'anno. Le casse professionali private (Inarcassa, CNPADC, Forense…) seguono regole proprie.

Conviene il regime forfettario o l'ordinario?

Dipende quasi solo dai costi reali. Il forfettario riconosce costi figurativi pari al complemento del coefficiente — il 22% del fatturato per un professionista, il 60% per il commercio — e tassa il resto al 15% secco, contro un'IRPEF al 23-43% più addizionali. Un professionista con 50.000 € di ricavi e 5.000 € di costi reali tiene in tasca 30.507,79 € col forfettario al 15% contro circa 24.861 € con l'ordinario. Il pareggio arriva solo con costi reali nell'ordine dei 15.000 € l'anno: sotto quella soglia il forfettario vince quasi sempre.

Cosa succede se supero gli 85.000 € di ricavi?

Tra 85.000 e 100.000 € resti nel forfettario fino a fine anno ed esci dal regime dall'anno successivo. Oltre 100.000 € l'uscita è immediata: passi all'ordinario nello stesso anno d'imposta e devi applicare l'IVA già dall'operazione che fa superare la soglia. Il calcolatore segnala entrambe le situazioni nelle avvertenze sotto il risultato.

I contributi INPS si deducono dall'imposta sostitutiva?

Sì: i contributi previdenziali sono l'unica deduzione ammessa nel forfettario e si sottraggono dal reddito prima di applicare il 15% o il 5%. A rigore si deducono i contributi effettivamente versati nell'anno (criterio di cassa); il calcolatore usa la semplificazione "a regime", deducendo i contributi dovuti sull'anno: per un'attività stabile è un'ottima approssimazione, mentre nel primo anno l'imposta effettiva sarà un po' più alta perché c'è ancora poco da dedurre.

06 — Il passo successivo

Dalla partita IVA alla prima squadra, senza fogli Excel.

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